Cara Cristina,

ho letto che canterai alla festa di Fratelli d’Italia e ti voglio ringraziare di cuore per questa tua scelta azzeccatissima: portare i Puffi tra i post fascisti mi sembra bellissimo! Olio di ricino, manganelli, saluti romani? Robaccia ormai da mettere nella soffitta della storia! Il progresso dell’umanità è inarrestabile, ora è tempo di Puffi. Ti auguro solo che le casette dei Puffi a forma di fungo non risultino velenose per te.

La comunità Lgbtqia+ non l’ha presa molto bene. Si sono risentiti. Dicono che ascolteranno le tue canzoni con orecchie diverse! Io sono solo un misero eterosessuale banalissimo e continuerò ad ascoltare le tue canzoni con le stesse orecchie di prima, questo per rassicurarti. Mi permetto però di farti una piccola raccomandazione. So che tra i tuoi innumerevoli successi c’è una canzone che si chiama Pollon, ti prego Cristina, stai attenta alle vocali, non vorrei che ti sfuggisse un Pillon! Hai presente? Simone Pillon, il cattolico ultraconservatore, organizzatore del Family Day, strenuo difensore della famiglia tradizionale. Da Pollon a Pillon il passo è breve, brevissimo! Sarebbe una tragedia, anche se ridicola, lo ammetto. Pillon diventerebbe di colpo un cartone animato e i cartoni animati sono contro natura, lo sai! Potresti rischiare una denuncia da parte dell’ex senatore.