di Savino Balzano*
Torniamo alla cancellazione delle commissioni bancarie sui pagamenti elettronici. Non tanto nel merito della quesitone in sé, rispetto alla quale molto si è già scritto, quanto piuttosto sugli argomenti messi in campo per evitarla.
Devo ammettere che quando ho appreso dai giornali delle dichiarazioni di Meloni non potevo davvero crederci: l’abolizione delle commissioni sarebbe incostituzionale. Non potevo crederci al punto da nutrire la necessità di sentirlo proprio con le mie orecchie e confermo: per la premier tale misura sarebbe contraria alla Costituzione.
In effetti non cita espressamente la disposizione, ma senza alcun dubbio si riferiva a quanto espresso nell’art. 41 che recita: “L’iniziativa economica privata è libera”. Stando al ragionamento, trattandosi di attività privata delle banche, una intromissione dello Stato sarebbe illegittima. Ora, è evidente che il ragionamento sia palesemente fazioso, terribilmente parziale anche perché dello stesso articolo si dimentica di leggere sempre la seconda parte: “Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla salute, all’ambiente, alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana”.
