“Destrieri alati” nei cieli e “ruminanti al trotto” nel deserto animano l’antica arte della falconeria e le corse dei cammelli beduine. Le dhow veleggiano verso il porto dopo la caccia quotidiana alle perle più grandi e lucenti del Golfo, mentre uno yacht prende il largo stiracchiando le eliche a tutta potenza. In Qatar la tradizione convive con un futuro che corre alla velocità della luce, soprattutto a Doha, la capitale. Agli inizi del Novecento, questa scintillante città era poco più di un villaggio di pescatori con la modesta ambizione di fare incetta di ostriche per il commercio delle perle, la prima fortuna che permise lo sviluppo del Paese. Dagli abissi del mare alle profondità del sottosuolo: l’oro nero la trasformò in una Babilonia della Penisola Araba, un prestigioso centro internazionale tutto vetro, acciaio e meraviglie, dallo skyline mozzafiato, oggi facilmente raggiungibile grazie ai voli quotidiani e alla modernissima flotta del vettore Qatar Airways, che opera dai principali aeroporti italiani.
Doha non teme le “rivali” del Golfo come Dubai e Abu Dhabi, le sfida a suon di mega strutture e attrattive che tolgono il fiato, perché da queste parti lo skyline e i mega mall sembrano essere il biglietto da visita.
