Un vaso di Pandora di proporzioni notevoli si sta aprendo sul Qatargate dopo l’arresto dell’ormai ex vicepresidente del Parlamento europeo Eva Kaili, 44enne politica ed ex giornalista greca, presidente del Centro greco di ricerca per le questioni di uguaglianza. Scorrendo le sue dichiarazioni patrimoniali spiccano alcuni elementi. In primis, l’Autorità antiriciclaggio ha individuato una società con sede ad Atene creata un mese fa da Kaili e dal marito Francesco Giorgi (assistente parlamentare, anche lui arrestato): la ragione sociale è il commercio e lo sfruttamento di beni immobili, in particolare di un immobile in via Skoufa nell’esclusivo quartiere di Kolonaki (vicino all’ambasciata italiana). Questa società è stata sequestrata dall’Antiriciclaggio, ma, essendo stata creata di recente, non compare nelle dichiarazioni patrimoniali.
Qatargate, Metsola vuole un’indagine interna: “Non metteremo la polvere sotto il tappeto”
Conti correnti – Dando uno sguardo ai conti correnti dell’europarlamentare, inoltre, emerge una crescita costante dei depositi. Nel 2019 Kaili dichiara circa 550mila euro di reddito, di cui 340mila euro provenienti dalla vendita di una casa unifamiliare di 250 mq avvenuta in primavera. In banca invece dice di avere circa 210mila euro, di cui 189.130 depositati in un isituto belga. Nel suo patrimonio immobiliare compaiono in totale cinque proprietà, quattro delle quali possedute al 100% e una al 25%. Nella dichiarazione del 2020, riferita all’anno fiscale 2019, il reddito cala a 219mila euro ma i depositi salgono a circa 405mila, di cui 335.680 in Belgio. In quello stesso anno acquista un appartamento da 169 mq ad Atene, nella zona di Psychiko, per 270mila euro, e dichiara come fonte del denaro la vendita di un bene. L’anno successivo – dichiarazione dei redditi 2021 – indica come reddito appena 164mila euro, mentre i suoi depositi salgono a 461.846 euro.
