La capsula Orion è rientrata con un tuffo nell’oceano Pacifico, al largo dell’isola di Guadalupe. Dopo circa 26 giorni e un viaggio di oltre 2 milioni di chilometri, si conclude così la missione Artemis 1, apripista del programma con il quale la Nasa intende portare nuovamente astronauti sulla Luna. L’ammaraggio è avvenuto regolarmente e sono stati completati tutti i test previsti per verificare la sicurezza del veicolo, in vista delle future missioni con gli astronauti. Per una coincidenza il rientro è avvenuto esattamente a 50 anni dall’ultimo allunaggio del programma Apollo, avvenuto nel 1972 con la missione Apollo 17.

Splashdown.

After traveling 1.4 million miles through space, orbiting the Moon, and collecting data that will prepare us to send astronauts on future #Artemis missions, the @NASA_Orion spacecraft is home. pic.twitter.com/ORxCtGa9v7

— NASA (@NASA) December 11, 2022

La capsula ha viaggiato alla velocità di 40.000 chilometri orari. Superato uno dei test più importanti: l’efficienza dello scudo termico perché la capsula ha affrontato temperature superiori a 2.500 gradi. Quando la capsula è arrivata a circa 7 chilometri dall’obiettivo e alla velocità di circa 80 chilometri orari si sono aperti i tre paracadute che hanno aiutato a frenare il veicolo. A 1,5 chilometri di quota, Orion ha rallentato poco meno di 30 chilometri orari e poco si è tuffata nell’oceano. Come previsto il modulo di servizio europeo è bruciato in atmosfera senza problemi.