di Livio Frigoli
Fra i molti buchi neri della legge di stabilità presentata dal nuovo governo spicca, purtroppo, la grave dimenticanza dei bisogni e dei problemi della terza età e della non-autosufficienza. L’unico reale e concreto riferimento al tema “anziani” è l’applicazione degli accordi stipulati dal precedente governo con le parti sociali per l’indicizzazione delle pensioni: il governo Meloni ha applicato quegli accordi solo in parte, diminuendo l’indicizzazione delle pensioni di importo superiore ai 2.100 euro.
Forse che le risorse risparmiate sulle pensioni più ricche sono state destinate a dipanare qualche questione aperta della terza età? Macché! Nella legge di bilancio per il 2023 il pianeta anziani è del tutto dimenticato.
Eppure, la popolazione italiana continua ad invecchiare. Non è solo una questione di pensioni e di adeguamento del potere d’acquisto alla crescente pressione inflazionistica. Il buon governo di un Paese passa obbligatoriamente dalla capacità di anticipare o quantomeno gestire i problemi emergenti. E l’invecchiamento della popolazione costituisce senza ombra di dubbio uno dei problemi più rilevanti per l’Italia di oggi e ancor più di domani.
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