Mezza Italia, cioè sette Regioni tra le quali quasi tutte le grandi realtà del Nord e una Provincia, resterà in zona rossa almeno fino alla settimana dopo Pasqua, quindi fino a lunedì 12 aprile. Tra queste c'è la Valle d'Aosta, che da lunedì entrerà nello scenario con più restrizioni. Le altre e cioè il Friuli Venezia Giulia, l'Emilia-Romagna, il Piemonte, la Provincia di Trento, le Marche, la Lombardia e la Puglia sono già rosse. Nello stesso colore c'è anche il Veneto, che è in bilico. Solo oggi si capirà se potrà tornare in arancione prima, cioè da dopo Pasquetta, o se avrà lo stesso destino degli altri. Sempre lunedì 29 il Lazio invece passerà in arancione.

Nidi chiusi, la rabbia dei genitori, Bonetti: riaprire in zona rossa

di Maria Novella De Luca

22 Marzo 2021

Con l'Rt che sta un po' migliorando in tutto il Paese, è l'incidenza a determinare i destini delle realtà locali. Nell'ultimo dpcm si è previsto che quando i casi settimanali sono più di 250 per 100mila abitanti scatta la zona rossa. E nei provvedimenti precedenti si specificava che è necessario restare in questa condizione per 14 giorni prima di poter passare in arancione, sempre che per due monitoraggi consecutivi della Cabina di regia (che si svolgono il venerdì) la Regione o la Provincia abbia dati compatibili con lo scenario con meno restrizioni. La settimana che sarà presa in considerazione domani per il calcolo va dal 19 marzo ad oggi. Ma valutando la tendenza delle varie Regioni si può già dire con un basso rischio di errore chi è in uno scenario rosso e ha quindi davanti almeno due settimane di questo colore. Se poi in una o più Regioni i numeri non dovessero essere buoni nemmeno il venerdì prima di Pasqua, il rientro all'arancione slitterà di un'altra settimana e così via.