«In un’ottica di lungo periodo - si legge sempre nel documento che la Corte dei conti ha presentato alle commissioni Bilancio di Camera e Senato - la diffusione dei pagamenti elettronici potrebbe consentire di sviluppare, da parte dell’amministrazione finanziaria e anche di altre pubbliche amministrazioni, servizi in grado di ridurre drasticamente gli adempimenti di cittadini e imprese». Per quel che riguarda la vulgata secondo cui i pagamenti elettronici comportano maggiori oneri del contante, secondo la Corte «tale affermazione trascura i costi pubblici e privati connessi all’utilizzazione delle banconote e delle monete che le analisi della Banca d’Italia hanno messo in evidenza».