Gentile Direttore, sono assolutamente d’accordo con l’incipit dell’articolo di ieri di Federico Fubini dedicato al PNRR: «Quando cresce il rumore di fondo l’unica è stare ai fatti». Il Governo Meloni si è insediato da appena 38 giorni e ha già completato una prima puntuale ricognizione dello stato di attuazione delle singole misure del PNRR, con particolare riferimento agli obiettivi da raggiungere entro il 31 dicembre 2022 e il 30 giugno 2023.
Da questa ricognizione sono emerse alcune criticità sull’effettiva capacità di spesa dei soggetti attuatori. Aspetto che sarà oggetto, nei prossimi giorni, di specifici approfondimenti per trovare le soluzioni da adottare per assicurare il raggiungimento degli obiettivi e far accelerare la spesa. Due obiettivi in coerenza con la prospettiva del nostro Governo che non solo è preoccupato di raggiungere gli obiettivi dei prossimi sei mesi ma è determinato ad assicurare la completa realizzazione del Piano fino al 2026.
Vogliamo affrontare in modo costruttivo il tema cruciale della capacità di spesa e le sue effettive criticità, che sono oggetto di una riflessione condivisa soprattutto con la Commissione europea. Questo tema non può e non deve essere utilizzato per alimentare polemiche o inutili contrapposizioni che, come detto più volte, non ci interessano. La relazione presentata al Parlamento dal Governo Draghi lo scorso ottobre riporta un profilo programmatico della spesa PNRR al 31 dicembre 2022 di 20,5 miliardi di euro (Figura 1.3, pag. 22, dati NADEF 2022). La tabella 1.3 pubblicata a pagina 21 riporta, invece, la spesa effettivamente sostenuta al 31 agosto 2022 che risulta pari a 11,7 miliardi di euro.
