(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Telecom Italia -0,87%

sotto la lente a Piazza Affari, nel giorno in cui scade il termine fissato nei mesi scorsi dal Memorandum of Understanding per le trattative per la cessione di Netco, la società che controlla la rete e Sparkle. Tutte le fonti di stampa confermano che alla scadenza del 30 novembre non sarà presentata l’offerta non vincolante per NetCo. Nella giornata di mercoledì 29 novembre, del resto, sono scesi in campo il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, e il sottosegretario con delega alle tlc, Alessio Butti, per formalizzare l’impegno del governo a costituire un tavolo di lavoro per individuare entro fine anno una soluzione di mercato che riesca a conciliare gli interessi pubblici sulla rete e quelli privati di tutti gli stakeholder.

Il nodo della valutazione della rete

Fatto sta che il futuro di Telecom rimane incerto, sebbene l’esecutivo prometta decisioni a stretto giro. Secondo una ricostruzione di stampa, Kkr avrebbe ribadito al governo l’interesse a investire nella rete e avrebbe presentato diverse opzioni incluso l’acquisto del controllo di NetCo da Tim e la contestuale concessione di una call option a Cdp. Tale schema permetterebbe a Telecom di raccogliere risorse e deconsolidare il debito, lasciando più tempo alle parti per individuare strategie per evitare eventuali stop da parte dell’Antitrust europeo. Gli analisti di Intermonte, però, ricordano che rimarrebbe da superare lo scoglio delle valutazioni della rete, ben distanti da venditore e acquirente. Secondo indiscrezioni Cdp sarebbe disposta a valutare la rete attorno a 17-20 miliardi, mentre altri soci, soprattutto i francesi di Vivendi, valuterebbero Netco almeno 25 miliardi, se non di più. E «una valutazione superiore potrebbe tradursi in un maggior impegno finanziario per Cdp nel momento in cui quest’ultima esercitasse la call per subentrare a Kkr», hanno evidenziato gli esperti di Intermonte.