di Angelo Lo Verme
Lo scorso anno, a proposito della Cop26 svoltasi a Glasgow, scrivevo il seguente incipit: “Si dice saggiamente che chi ha tempo non aspetti tempo”. A quanto pare però questa massima viene capovolta dai decisori delle sorti del clima e quindi dell’umanità. Non abbiamo più molto tempo però aspettiamo ancora, ancora e ancora per correggere la rotta che ci sta conducendo verso l’abisso della catastrofe climatica. Il filosofo latino Seneca in La brevità della vita dialogando, appunto circa l’opinione comune della brevità della vita, sosteneva invece che “non è che abbiamo poco tempo, ma ne abbiamo perduto molto.”
La stessa cosa si può dire a proposito dei possibili rimedi per rallentare o, ancor meglio, arrestare i repentini cambiamenti climatici in atto. Il tempo ci sarebbe stato, e ancora ce ne sarebbe, anche se ogni anno è sempre di meno per evitare le catastrofi ambientali già da decenni annunciate e di cui purtroppo abbiamo avuto e abbiamo già più che qualche avvisaglia”.
Crisi climatica, la Cop27 verso il disastro: in Egitto messo in discussione l’obiettivo minimo di contenere a 1,5 gradi l’aumento del riscaldamento globale
Quest’anno la Cop27, la ventisettesima conferenza fra Nazioni appunto, si è svolta in Egitto, a Sharm el-Sheikh dal 6 ad oggi 18 novembre e sembra proprio che si avvii ad essere l’ennesimo fallimento delle Nazioni riguardo la salvaguardia del clima. Sembra proprio che a guidarle ancora una volta sia la filosofia del chi non ha tempo aspetti tempo, come se con i cambiamenti climatici e i suoi devastanti effetti sul nostro pianeta si possa scendere a compromessi.
