Le certezze scarseggiano nel giorno delle elezioni americane di Midterm, con cruciali corse alla Camera e soprattutto al Senato tuttora ostaggio di margini minimi e conteggi incompleti. Ma una realtà si è fatta strada, man mano che i risultati sono arrivati i risultati: lo tsunami repubblicano, un successo straripante e indubbio evocato dall'opposizione, non si è verificato.
Domina l’incertezza
Tutti gli esiti sono ancora considerati matematicamente possibili. Il partito conservatore degli Stati Uniti, se non ci saranno shock, è avviato alla conquista d'una maggioranza alla Camera, complicando la futura agenda politica del Presidente democratico Joe Biden. Anche se probabilmente per una manciata di seggi. Il Senato è più in bilico: un testa a testa, con chance che alla fine possa restare in mano ai democratici.
Per il Senato potrebbe diventare decisivo un nuovo voto fra un mese in Georgia, già cruciale nel 2020: i due candidati, il democratico Raphael Warnock e il repubblicano Herschel Walker, appaiono destinati ad un ballottaggio previsto il 6 dicembre, prescritto dalla legge statale quando nessuno dei contendenti ottiene il 50% dei consensi. Altri risultati definitivi, a Camera e Senato, dipendono dalla gestione elettorale decentrata, con norme locali diverse su tempi e modi per spoglio o riconteggio di schede quali quelle postali o legate al voto anticipato.
