di Carmine Di Filippo

S’è criticato come abuso il ricorso al decreto legge anche quando non ricorrono gli estremi di ‘necessità e urgenza’, come richiesto dall’art.77 della costituzione. Un altro abuso è quello di inserire in un decreto legge, che riguarda ‘casi straordinari di necessità e urgenza’, altri interventi che invece non hanno questa caratteristica. Può sembrare che un governo, col ricorso ai decreti legge, scavalchi il Parlamento, il potere legislativo. Ma un decreto legge deve poi passare al vaglio delle Camere, che possono modificarlo o meno, o anche non convertirlo in legge lasciandolo decadere.

Questo governo, col dl 162/2022, ha fatto come tanti altri. Questi abusi sono stati frequenti in passato e raramente i Presidenti della Repubblica hanno rinviato alle Camere i decreti legge per mancanza di quei requisiti, piuttosto per mancanza delle coperture finanziarie. Ha scritto male il decreto legge per la genericità della definizione del campo di applicazione. È un errore, perché non definire con precisione lascia spazio di interpretazione a chi deve poi applicare la norma. E si può pure criticare l’introduzione di una nuova fattispecie di reato con pene così severe per i rave party, peraltro nemmeno nominati, scelta inopportuna farlo con un decreto legge anziché presentare un disegno di legge.