• L’America torna a votare, oggi, per le elezioni di midterm, così chiamate perché arrivano a metà del mandato del presidente.

• Per gli Stati Uniti sono le prime elezioni dopo le presidenziali del 2020, che consentirono a Biden di arrivare alla Casa Bianca sfrattando Donald Trump. L’ex presidente, ancora oggi, sostiene che quelle di due anni fa furono elezioni «rubate»: un’affermazione priva di qualunque riscontro fattuale, ma considerata vera da milioni di elettori americani — e da decine di candidati di oggi.

• Si decide oggi il controllo di tutti e 435 i seggi della Camera, di 35 seggi sui 100 del Senato (il mandato è di sei anni) e di 36 su 50 governatori. Ci sono in ballo anche 27 poltrone di segretari di stato e migliaia di parlamentari statali e funzionari locali. In cinque Stati viene chiesto anche agli elettori di esprimersi sul diritto all’aborto.

• Al momento i democratici hanno la maggioranza sia alla Camera, con 222 contro 213 seggi, che al Senato (spaccato a metà ma con la vicepresidente Kamala Harris a fare da ago della bilancia). Tutti i sondaggi e gli esperti prevedono che il controllo della Camera passerà ai repubblicani: ciò su cui si dibatte è se la vittoria sarà molto ampia o più contenuta. Il Senato resta invece in bilico. Molto dipende da pochi Stati: Pennsylvania, Georgia, Arizona, Nevada, dove i candidati dei due partiti si fronteggiano in testa a testa più o meno serrati, e tra gli Stati in qualche modo in bilico è possibile includere anche North Hampshire e Wisconsin.