Sono le 7.40 di giovedì mattina quando a Tokyo suonano gli allarmi sui cellulari e sulle radio. La Corea del Nord ha lanciato un missile balistico intercontinentale sopra le sue acque orientali, che si aggiunge a una recente raffica di provocazioni che secondo i funzionari governativi potrebbero culminare con un test nucleare nelle prossime settimane. Le provocazioni odierne sono state rilevate anche dalla Corea del Sud, dove già ieri i cittadini erano stati svegliati dalle sirene.

Il test ICBM, il missile interconinteale, è stato seguito da due lanci balistici a corto raggio. Un aggravante rispetto ai fatti di ieri, quando è stato sparato il numero record di 23 missili in un giorno, e un gesto condannato dai vicini e dagli Stati Uniti. Gli Usa si sono dichiarati disposti a prendere «tutte le misure necessarie» per garantire la sicurezza degli alleati della Corea del Sud e del Giappone. L'amministrazione Biden ha anche avvertito su «costi e conseguenze aggiuntivi» se il Nord dovesse far esplodere un ordigno nucleare per la prima volta da settembre 2017.

Ancora non è chiaro se il test missilistico nordcoreano sia andato a buon fine. Il ministro della Difesa giapponese Yasukazu Hamada ha annunciato dettagli di volo simili, ma ha affermato che i suoi militari hanno perso le tracce dell'arma dopo che è «scomparsa» nei cieli sopra le acque tra la penisola coreana e il Giappone. Choi Yong Soo, un capitano della Marina sudcoreana che si occupa degli affari pubblici per il ministero della Difesa di Seoul, non ha risposto direttamente alla domanda se i militari ritengono che il lancio potrebbe essere fallito con l'esplosione del missile a mezz'aria, dicendo che il test era ancora in fase di analisi. Non ci sono state segnalazioni di danni o feriti, ma per la terza volta in un mese i servizi di treni ad alta velocità in alcune aree sono stati temporaneamente sospesi a seguito dell'allerta.