Piccole donne e piccoli uomini crescono. Respirano sapore di sale, giocano con la sabbia e, magari si domandano cosa ci fanno lì mascherine anti-Covid e bottiglie di plastica: gettate via senza cura e restituite dalle onde. A Ostia c’è da tempo un asilo che si tiene – come in una commedia di Hollywood – sul bagnasciuga. Solo che qui bimbe e bimbi, e insegnanti, sono molto reali. “Asilo del mare”, lo chiamano: si aggiunge a quello “del Bosco” già diffuso anche altrove. Forse presto sarà affiancato anche da un “Asilo della Laguna”, creato con la sezione italiana dell’Unesco che ha sede a Venezia.

L’Unesco lancia la campagna per creare una gioventù nuova: «Che conosca nel profondo l’importanza dei mari», spiega Francesca Santoro, dell’agenzia Onu. Incontri, iniziative di citizen science e uno spazio tutto per i piccoli: l’11 aprile, Giornata del Mare, l’Unesco sarà con la nave Progetto Mediterranea che salpa da Imperia per navigare tre anni

«Vorremmo trovare un posto qui, dove si possa fare questo tipo di formazione: il filone dell’outdoor education è in sintonia con i nostri obiettivi », spiega – con grande energia – Francesca Santoro, che ha un titolo lungo quanto le responsabilità che si prende: specialista di programma della Commissione Oceanografica Intergovernativa dell’Unesco. In pratica, il motore italiano delle iniziative per i dieci anni (2021-2030) che l’Onu dedica alla “Scienza del Mare per lo Sviluppo Sostenibile”. Sì perché nei prossimi due lustri l’obiettivo è far crescere, letteralmente, una generazione educandola a un nuovo senso per le acque del pianeta: il 71 per cento della superficie della Terra, di cui il 97,5 salate.