Il 2022 non è ancora finito e Unicredit centra con due anni di anticipo gli obiettivi del piano strategico Unicredit Unlocked. È lo stesso ceo a confermarlo: «Questo è il nostro settimo trimestre consecutivo di crescita e i migliori primi 9 mesi dell’anno da almeno un decennio. Siamo in netto anticipo sugli obiettivi del piano, nonostante il prudente consolidamento delle linee di difesa», ha detto Andrea Orcel. Tanto che lo slancio sul 2022 consentirà una distribuzione degli utili almeno «uguale a quella del 2021, in attesa delle dinamiche del quarto trimestre, dell’approvazione della vigilanza e degli azionisti».
I primi nove mesi dell’anno si sono chiusi con un utile netto record di 4 miliardi, escludendo la Russia, superando così il risultato dell’intero 2021. Nel solo terzo trimestre l’utile netto è stato di 1,3 miliardi di euro (+31,1%), che a livello di contabile sale a 1,7 miliardi (+61,6%) includendo la Russia. Il dato ha superato le attese di mercato che stimava i profitti a 1 miliardo. Nel quadro del miglioramento della guidance sul 2022, Unicredit prevede di chiudere l’anno con ricavi superiori a 17,4 miliardi (a giugno la previsione era 16,7 miliardi) con il margine di interesse a 9,6 miliardi (contro i 9,2 di giugno); i costi invece si dovrebbero abbassare a 9,4 miliardi (dai 9,5 di giugno) con il Cost income ratio che dovrebbe passare al 55% dal 51%. Il tutto nonostante un one-off legato al Tltro di 311 milioni e l’aumento delle coperture aggiuntive, passate da 1 miliardo a 1,3. Il titolo ha chiuso a 12,01 euro sui massimi da marzo.
