di Enza Plotino
Anche i mercenari, in questo Parlamento, non lo sono in purezza! Non si vendono per soldi, ma per strapuntini strategici alle loro mire personali, ad avere ruoli interdittivi alla bisogna. Come ha dimostrato l’elezione di Ignazio La Russa alla presidenza del Senato, primo atto di corresponsabilità di una parte dell’opposizione nell’aver messo sui più alti scranni nazionali l’espressione più eversiva e retriva di una destra fascista di nome e di fatto, non c’è limite alla “vendibilità” degli umani.
Il secondo atto di questa compravendita ancora non si è dispiegato, ma qualcuno, dall’opposizione ha cominciato a chiedere per sé presidenze (leggi Copasir) per contare, all’estero, nei molteplici rapporti d’interesse e di arricchimento personale, anche attraverso un governo “nemico”.
Mancano i ministri, ma il sottogoverno c’è già. Anche Meloni si affida ai boiardi di Stato: da Deodato a Chieppa, la lista dei soliti noti
Cosa significa tutto ciò? Che c’è una parte dell’opposizione in Parlamento che non fa l’opposizione, una stampella della maggioranza di destra e che quindi deve essere spurgata ufficialmente, con la purga di una politica radicale e intransigente, di contrasto e di lotta allo smantellamento delle istanze democratiche, alla regressione dei diritti civili, allo sgretolamento di uno Stato di pubblico sostegno alle classi più disagiate, ai poveri, alla limitazione delle libertà individuali e collettive.
