Fosche nubi si addensano sulla prosecuzione della guerra in Ucraina. Infatti, dopo il bombardamento russo su Kiev e altre città di questo Paese, i militari ucraini hanno risposto bombardando città russe di confine. Intanto gli Usa promettono l’invio di armi, fra le quali anche missili a lunga gittata. Quella che si profila è dunque un’escalation che rende ancora più forte il timore di un olocausto globale con l’uso delle armi nucleari.
Da notare inoltre che al Congresso cinese per il rinnovo del leader del Partito comunista, Xi Jinping, che certamente sarà rieletto, ha ribadito che Taiwan fa parte della Repubblica popolare Cinese e che sarà ricongiunta alla madrepatria, in ultima analisi, con la forza.
In Italia siamo alla rottura per molti versi sconcertante tra Silvio Berlusconi, il quale pur avendo ormai un partito di piccole dimensioni continua a sentirsi il padre padrone della politica, e Giorgia Meloni, che egli considera – forse in quanto donna – in una posizione ancillare rispetto a lui. Meloni, comunque, ha dimostrato fermezza, facendo eleggere Presidente del Senato Ignazio Benito Maria La Russa, noto per le sue tendenze fascistoidi, e alla Camera Lorenzo Fontana, noto tra l’altro per il suo atteggiamento ostile contro gli immigrati.
