L’ombra della corruzione piomba sulle elezioni regionali in Sicilia. A tre giorni dal voto una candidata di Fratelli d’Italia finisce agli arresti insieme a un imprenditore e a un ex rettore. L’aspirante consigliera regionale si chiama Barbara Mirabella ed è una candidata del partito di Giorgia Meloni: fino a poco tempo fa è stata assessore alla Cultura del comune di Catania nella giunta di Salvo Pogliese.

Arrestata dalla squadra mobile di Catania, il gip ha disposto per Mirabella i domiciliari e la sospensione dall’attività per un anno per altri due indagati: l’ex rettore Francesco Basile dal ruolo di direttore dell’Uoc della Clinica Chirurgica del Policlinico, e l’imprenditore Giovanni Trovato, dall’esercitare la sua attività nel settore delle forniture ospedaliere. L’inchiesta è stata coordinata dalla Procura di Catania e riguarda due filoni di indagini avviate sul professore Basile.

Le indagini su Mirabella e l’ex rettore Basile, quest’ultimo già a giudizio per presunti concorsi universitari “pilotati” all’ateneo di Catania, riguardano l’organizzazione del 123simo congresso di nazionale della Società italiana di chirurgia (Sic) del quale il professore è il presidente. Secondo la Procura di Catania dalle indagini della squadra mobile della Questura sarebbero emersi “stretti rapporti tra Basile, gli amministratori della società New congress srl”, che ha gestito l’organizzazione, e “l’allora assessore del Comune di Catania con delega per i Grandi eventi, Barbara Mirabella”, che, è la tesi dell’accusa, “sarebbero andati oltre la fisiologia” del ruolo istituzionale. Per la Procura, infatti, per “ottenere l’incondizionato ausilio dell’assessore, e, dunque, dell’amministrazione comunale, per tutte le necessità dell’organizzazione del prestigioso congresso, gli amministratori della New congress srl, a ciò indotti dal Basile, avrebbero accettato di pagare 10.000 euro alla società Expo srl, della quale era socia l’assessore Mirabella, per servizi non necessari all’organizzazione dell’evento”.