Il Covid e la guerra ci hanno fatto dimenticare “la drammatica situazione del Pianeta”. A ricordarlo è il fondatore di Slow Food Carlin Petrini dalla festa del Fatto Quotidiano, ospite di un dibattito dedicato alla transizione ecologica. A intervistare l’intellettuale punto di riferimento dell’ecologismo italiano, che ha unito gastronomia, sensibilità ambientale e sociale, c’erano Luca Sommi, scrittore e giornalista, conduttore di Accordi e Disaccordi sul canale Nove, ed Ettore Boffano, giornalista ed ex condirettore del Fatto.

“È la prima volta che con il cambiamento climatico viene messa in discussione la sopravvivenza dell’umanità”, ha esordito Petrini nel suo intervento. Focalizzando poi il nodo della questione: “Il principale responsabile dello sconquasso ambientale è il sistema alimentare”. Le emissioni di CO2 di agricoltura e zootecnia al livello mondiale sono più alte di quelle dei mezzi di trasporto (14,5% contro 13%). Il 24% di queste emissioni è prodotta nei campi, il 37% nella trasformazione del cibo. Se a ciò si aggiunge che la massa della produzione alimentare nel mondo basterebbe per sfamare 12 miliardi di persone, ma il 30% finisce in forma di scarto nei Paesi ad alto reddito, mentre 900 milioni di abitanti del pianeta muoiono di fame, la connessione tra questione ambientale e sociale diventa evidente.