Il primo ad annunciare l’ingresso su TikTok è stato Carlo Calenda poi nel week end si è aggiunto anche Silvio Berlusconi. Sapevamo che i politici amassero i social ma mai come in queste elezioni la corsa alla Generazione Z si è fatto così massiva e per certi versi scomposta. La piattaforma su cui si pubblicano brevi video, in genere piccole coreografie e consigli di bellezza o culinari, molto seguita dai giovanissimi si sta affollando in questi giorni di campagna elettorale di leader politici anche inaspettati e inattesi quantomeno sotto il profilo anagrafico. Qualcuno si ricorderà quando Antonio di Pietro quindici anni fa sbarcò su Second Life. Ecco, sembra di essere tornati a quei tempi.

Perché TikTok?

Cambiano le regole di ingaggio: come aveva suggerito il segretario di Azioni nel suo primo post mettendo peraltro subito le mani in avanti: «Uno: io non so ballare, sembro un orso ubriaco. Due: non posso dare consigli di make up perché c’ho la pancia e sono brutto». L’avvertenza simpatica non gli ha però risparmiato critiche per una operazione che è chiaramente elettorale. Più classico invece l’ingresso dell’ex premier 85enne che sabato nel corso di un appuntamento elettorale a Ceglie Messapica ha annunciato via telefono il suo debutto su TikTok con contenuti dedicati a questo particolare mezzo di comunicazione. Aggiungendo: «Il futuro dell'informazione che passa attraverso la rete, è già intorno a noi. Per questo ho deciso dei fare dei social un canale privilegiato per dialogare con milioni di italiani».