TORINO. Il centrosinistra deve sistemare tre incognite e poi aspettare, con il fiato sospeso, la direzione nazionale di domattina, nella speranza che Roma non paracaduti nelle liste qualcuno, facendo saltare tutti gli equilibri. Il primo dubbio si chiama Paolo Furia: il segretario del Pd piemontese, ha rassicurato Enrico Letta ieri a Villadossola, dov’era super ospite alla Festa de l’Unità, sarà candidato ma probabilmente dietro Chiara Gribaudo nel collegio plurinominale della Camera di Asti, Alessandria e Cuneo. Un posto lontano dai territori di Furia: entrare in Parlamento sembrerebbe difficile. La sinistra del partito per lui sta chiedendo ai vertici una collocazione migliore, magari come capolista a Montecitorio nel Piemonte nord, ma il mosaico è già ultimato, e spostare una casella significa spostarne altre a valanga. Effetto domino. Il secondo nodo riguarda i Moderati: per loro correrà l’assessora ai Servizi Educativi del Comune di Torino Carlotta Salerno, per cui si prospetta un posto al plurinominale della Camera dietro a Mauro Berruto o Mauro Laus, a seconda di dove verrà piazzata Francesca Bonomo. Terza questione, +Europa: tutti sanno che ci dovrebbe essere una casella per la sigla di Emma Bonino, ma nessuno sa quale e chi possa aspirarci.Tutto è nelle mani di Roma. I dirigenti regionali e gli esponenti nazionali oggi “faranno la guardia” al Nazareno, chi in presenza e chi al telefono, per cogliere eventuali segnali, come quelli che indicherebbero un big nazionale (Piero Fassino, Emma Bonino, i “dimaiani”) pronto ad atterrare con il paracadute nelle liste piemontesi.
Furia riesce a strappare un posto nel Pd. Nel centrodestra arriva la carica dei partiti “cespugli”
Letta ripesca il segretario dei dem piemontesi ma dovrà correre nel collegio plurinominale della Camera di Asti, Alessandria e Cuneo
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