«Se vi avvicinate vi scanno». «Vi ammazzo tutti». Queste le minacce che Elsayed Donia, egiziano di 22 anni, ha rivolto venerdì mattina ai poliziotti intervenuti sull’A1 tra Casalpusterlengo e Lodi prima di essere bloccato con il taser. L’uomo, senza fissa dimora, ma in passato domiciliato a Bareggio (Milano), dopo aver trascorso quasi 24 ore piantonato nel reparto di psichiatria dell’ospedale di Codogno, è stato processato sabato mattina per direttissima dal tribunale di Lodi con l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale, minacce e detenzione di arma. Canottiera blu, pantaloncini bianchi, un cerotto ben visibile sul collo per coprire i tagli che si è autoinflitto con il taglierino con una lama lunga otto centimetri, il 22enne, in aula davanti al giudice Eliana Capursi ha voluto parlare, ricostruendo cosa è accaduto venerdì sull’autostrada quando ha scatenato l’inferno lanciando sassi e oggetti su quasi 20 auto in viaggio (14 al momento le denunce presentate dagli automobilisti che hanno subito danni).