Più di undici, del Collettivo L.A.P.S. (Laboratorio Autonomo Produzioni Spalline) è probabilmente il primo romanzo collettivo nato all’interno di una curva. In questo caso si tratta della Curva Ovest della S.P.A.L., che ha autoprodotto e autofinanziato il progetto. Un lavoro che ha coinvolto quattordici autori (che hanno messo da parte la propria individualità per esprimersi nella moltitudine eterogenea del collettivo), editor, curatori di bozze e grafici per raggiungere un risultato di grande valore, sociale e culturale, che fuoriesce dal contesto della città (Ferrara) e si muove dentro il mondo del tifo e dell’appartenenza, per dimostrare, senza troppi voli pindarici, che la ghettizzazione delle curve, voluta dal mondo mainstream, è trita e mediocre generalizzazione di contenuti e comportamenti di gruppi non facilmente etichettabili.

Tredici personaggi (più uno) innamorati della S.P.A.L. decidono di partire, ognuno con le proprie modalità e con le proprie motivazioni, per Bucarest, in Romania, dove la compagine ferrarese dovrà affrontare il Rapid per un incontro valevole per i preliminari di Europa League. La preparazione del viaggio, e il viaggio stesso, diventano narrazione e le storie di questo gruppo variegato di tifosi si incastrano, cozzano, si intrecciano, fino a comporre un mosaico ben scritto. Il libro è impreziosito dalla prefazione di Pierluigi Pardo (giornalista di Dazn), e dalla postfazione di Enrico Testa (giornalista Rai).