Uno dei reattori della centrale nucleare ucraina di Zaporizhzhia, sotto il controllo delle forze russe, è stato spento. Lo ha dichiarato la società ucraina per l’energia atomica Energoatom, spiegando che la decisione è stata presa perché il recente “bombardamento ha causato un grave rischio per il funzionamento sicuro dell’impianto”. E prosegue precisando che, a seguito degli attacchi,si è attivato “il sistema di protezione di emergenza su uno dei tre reattori funzionanti”, che per l’appunto, si è spento.
Energoatom ha spiegato che il bombardamento ha “gravemente danneggiato” una stazione di azoto e ossigeno e un “edificio ausiliario”. “C’è ancora un rischio di fuoriuscita di idrogeno e di sostanze radioattive, e anche il rischio di incendio è elevato”, ha dichiarato. “Il bombardamento (…) ha causato un grave rischio per il funzionamento sicuro dell’impianto”, ha dichiarato la società, aggiungendo che l’impianto continua a produrre elettricità e che il personale ucraino vi lavora ancora. Le autorità ucraine hanno accusato ieri le forze russe di aver lanciato tre attacchi nei pressi di un reattore dell’impianto di Zaporizhzhia, nel sud del Paese, sebbene Mosca controlli quel territorio dall’inizio dell’invasione. L’esercito russo ha affermato che le forze ucraine erano dietro gli attacchi, che hanno causato un incendio che è stato spento. Per l’attacco si sono attaccate in modo reciproco Mosca e Kiev. Energoatom aveva dichiarato che le esplosioni registrate nell’area erano state in tutto tre, tutte accanto a uno dei blocchi di alimentazione del reattore: “Vi sono rischi di fuoriuscita di idrogeno e spruzzatura radioattiva. Il pericolo di incendio è alto”.
