Doveva essere una giornata di festa ed invece si è trasformato in un giorno di morte e dolore infinito. Il 5 agosto del 1989 la famiglia Agostino, presso la casa di Villa Grazia di Carini, si sarebbe ritrovata per festeggiare il compleanno di Flora e non un compleanno qualsiasi: il diciottesimo. Nino, agente di Polizia, aveva chiesto di cambiare turno, lavorando al mattino per essere poi libero, e con Ida, da poco sposata ed in attesa del loro primo figlio, era arrivato puntuale. La trappola era stata messa a punto: la “vedetta” che doveva avvertire degli spostamenti di Nino, i killer a bordo di una moto potente e poi la via di fuga, l’auto che li avrebbe portati via, la moto data alle fiamme, addirittura il traffico tempestivamente bloccato per evitare la scocciatura di eventuali testimoni.
Dovevano uccidere lui soltanto, ma ammazzarono anche Ida che aveva tenuto gli occhi aperti e non si era fatta di lato, anzi. La madre, il padre ed il fratello di Nino presenti, che impazziscono di dolore. La corsa disperata in ospedale per tentare di salvare almeno lei, lui resta a terra e sarà circondato da un cordone di Polizia, colleghi che nel frattempo sono arrivati. La mamma, Augusta, che cerca di coprire il corpo con un lenzuolo pulito.
