Sono iniziate le annunciate esercitazioni militari cinesi attorno a Taiwan, dovrebbero durare fino alle 12.00 di domenica, ora locale. Come posizionamento e intensità ricordano le esercitazioni a fuoco vivo che Pechino tenne durante la terza crisi dello Stretto di Formosa nel 1995-1996, ma questa volta le manovre riguardano sei zone che circondano completamente Taiwan, sono le più vicine all’isola a memoria d’uomo e sembrano una sorta di prova generale per dimostrare che, qualora volesse, l’Esercito Popolare di Liberazione potrebbe invaderla da tutti i lati. Insomma, per la prima volta si tratta di una simulazione della riconquista dell’isola, non di una semplice esercitazione militare. Di fatto, in questo momento, stiamo assistendo a una sorta di blocco aereo e navale di Taiwan.
A inizio esercitazioni, le forze armate di Taipei hanno comunicato di aver lanciato dei razzi per allontanare un drone che volava sopra Quemoy, un arcipelago che dista solo 3 chilometri dalla Cina ma che è controllato da Taiwan. Nessun velivolo cinese aveva sorvolato quelle isole fin dagli anni Cinquanta. Più tardi, l’Esercito Popolare di Liberazione ha cominciato dei lanci missilistici utilizzando anche i Dongfeng-15B, missili balistici con una capacità di 700 chilometri, che avrebbero sorvolato l’isola per spegnersi nelle acque al largo della sua costa orientale. Anche qui, una prima volta. I taiwanesi dicono che sono in grado di rispondere prontamente in caso di emergenza.
