di Michele Sanfilippo

È il mercato il vero padrone del mondo. Le leggi dell’economia (ultraliberista) sono ormai la misura di ogni cosa. Io ho da poco superato i sessanta e la stragrande maggioranza delle persone della mia generazione, che hanno vissuto negli anni 50, 60 ed in parte 70 quando l’economia era capace di visioni diverse, orientate a correggere gli squilibri attraverso un welfare presente ed efficace, sembrano aver dimenticato che si può fare economia in una modo diverso da quello attuale.

Come non ricordare che in quegli anni la scuola pubblica ha consentito a persone che, come me, provenivano dagli strati inferiori della società di studiare a costi quasi nulli. La sanità pubblica c’era per tutti. L’ascensore sociale era una realtà ed era un potente mezzo d’integrazione. Quanto sarebbe utile tutto ciò in un momento della storia dove i flussi migratori generano tanto timore, soprattutto, tra i ceti meno abbienti.

Poi, dopo la caduta del muro, tutto questo è gradualmente diventato sempre più labile. Le sinistre hanno cessato di difendere i più deboli ed hanno permesso che tutto ciò che non crea immediatamente profitto possa essere cancellato per fare posto alle privatizzazioni.