A 42 anni dalla strage di Bologna, quando una bomba squarciò la stazione uccidendo 85 persone e ne ferì 200, l’associazione dei familiari delle vittime insegue ancora la verità anche se – dopo anni di battaglie – nel manifesto che ricorda l’anniversario dell’attentato quest’anno è stato riferito un riferimento ai servizi segreti e alla P2. “La sentenza di primo grado del processo ai mandanti conferma, la strage è stata organizzata dai vertici della loggia massonica P2, protetta dai vertici dei servizi segreti italiani, eseguita da terroristi fascisti” di legge nel manifesto. Lo scorso aprile c’è stato il verdetto di primo grado nel processo ai mandanti: l’ex di Avanguardia Nazionale, Paolo Bellini, è stato condannato all’ergastolo come esecutore materiale della strage, gli altri due imputati sono stati condannati a pene fino a 6 anni. Oltre a Bellini la Procura generale ritiene Licio Gelli, Umberto Ortolani, Federico Umberto D’Amato e Mario Tedeschi, tutti deceduti e quindi non più imputabili, i mandanti, finanziatori o organizzatori della strage. Per la strage sono stati già condannati in via definitiva i tre ex Nar, Giusva Fioravanti, Francesca Mambro e Luigi Ciavardini, e Gilberto Cavallini, giudicato colpevole in primo grado.