Quello che si apprende dai giornali di oggi è che la confusione domina sovrana. Ciò che preoccupa maggiormente è l’emersione dell’odio in gran parte del mondo, un atteggiamento che di per sé è foriero di guerre e di ingiustizie sociali. Basti pensare che nel Kosovo si tenta di complicare la vita in vari modi ai cittadini serbi, pretendendo che le carte d’identità e le targhe automobilistiche della minoranza Serba residente nel Kosovo siano rilasciate unicamente dalla repubblica kosovara e non dal competente Stato legittimo della Serbia. Un bel sopruso che prelude ad altre probabili ostilità.
L’accusa di Davide Calabria dopo l’omicidio di Civitanova Marche: “Siamo tutti colpevoli”. Il messaggio del capitano del Milan
D’altro canto in Italia, Matteo Salvini e Giorgia Meloni tuonano di nuovo contro gli immigrati e, sovente, contro la gente di colore che vive in Italia.
Straziante è stato l’omicidio del nigeriano Alika Ogorchukwu nella civilissima Civitanova Marche, dove un passante italiano, che aveva ricevuto da quest’ultimo una richiesta di elemosina, lo ha rincorso, lo ha attaccato con violenza, fino a procurargli la morte. Tutto questo sotto gli occhi di altri cittadini, alcuni dei quali addirittura hanno filmato ciò che accadeva con i loro telefonini. Una vera vergogna che attenta al buon nome dell’Italia e per la quale chiedo, in coro con tutta la comunità nigeriana, l’attuazione più severa delle norme del codice penale, aggiungendo che sarebbe assolutamente necessario che alcuni italiani si costituissero parte civile nel processo penale per il risarcimento del danno alla nostra immagine, sia noi confronti dell’aggressore, sia nei confronti da coloro che si sono astenuti dall’intervenire (vedi art. 40 Codice penale, secondo il quale : “Non impedire un evento, che si ha l’obbligo giuridico di impedire, equivale a cagionarlo”).
