Cinquantacinque treni «inagibili» nel giro di un mese. L’intervallo di tempo in cui l’usura anomala sulle ruote lungo la curva tra Dateo e Porta Vittoria ha messo fuori servizio il 90 per cento dei convogli di Trenord che viaggiano sul Passante si può ricostruire grazie agli accertamenti dell’inchiesta della Procura e della Polfer : i tecnici dell’azienda hanno raccontato che i primi segnali risalgono a fine giugno, la prima lettera ufficiale di Trenord a Rfi (responsabile dell’infrastruttura) è del 5 luglio, il guasto al sistema di ingrassatura dei binari viene individuato il 22 luglio (il giorno in cui l’azienda ferroviaria ha deciso di sospendere il servizio per mancanza di treni). Dunque, il danno è stato prodotto in un mese. Se questo aspetto è stato verificato durante l’i nchiesta del pm Maura Ripamonti e dell’aggiunto Tiziana Siciliano (del dipartimento «Ambiente, salute, sicurezza, lavoro»), ora lo scenario si sposta sul futuro prossimo: quanto ci vorrà per sistemare tutti i treni? E quanto è costato il disagio?