Ci sono cose che non riuscirò mai a capire. Per quale motivo Giuseppe Conte subisce le mattane grillesche in materia di limite dei due mandati parlamentari (quando il buonsenso confermerebbe che le competenze presenti in un gruppo politico vanno protette e valorizzate)? Colpa di una natura – come si dice dalle mie parti – da “braghemolle” o una sindrome da condiscendente compulsivo, per cui l’avvocato del popolo sarebbe portato a mediare persino con se stesso?

Mi si dice che ci sarebbe di mezzo un ricatto dell’elevato per ribadire chi ce l’ha più lungo: “o chini il capo o ritiro il simbolo 5 Stelle, di cui sono proprietario per rogito notarile”. Ma anche qui: quale importanza taumaturgica si attribuisce a un’insegna da pensione romagnola o da balera di periferia?

M5s, l’annuncio di Conte: “Chi ha svolto due mandati non si candida, la regola non cambia”. Restano le carte Patuanelli e Appendino

Comunque il divieto indiscriminato delle deroghe diventa un atto di fede officiato da un confusionista che di suo non ha mai inventato proprio nulla; una star dello spettacolo il cui apporto alla tradizione nazionale comica si è ridotto alla gag del mugugno lamentoso, con voce chioccia. Un personaggio destrorso che nascondeva la propria vera natura nella retorica protestataria. Il cui ultimo suggeritore era quel Gianroberto Casaleggio che si vendeva ai credenti come profeta del domani avendo lo sguardo perennemente retroverso e gli occhi confissi nella nuca: la sua visione antiquata del futuro per cui internet veniva celebrato quale grande spazio di libertà e disintermediazione proprio mentre era colonizzato dalle major del silicio e della sorveglianza quale strumento di manipolazione dei comportamenti; l’idea puerile della giostra degli eletti a caso (uno vale uno) come rivisitazione dell’aforisma-boutade della cuoca di Lenin: in un regime comunista anche una donna di cucina potrebbe assumere la guida del governo. Una vera scemenza, che si spiega con la vecchia battuta di Norberto Bobbio: non esiste una teoria marxista dello Stato.