Conti record per Eni, che ha chiuso il primo semestre con utili netti a 7.398 milioni di euro rispetto ai 1.103 milioni del semestre 2021. In base ai risultai approvati il 28 luglio dal consiglio di amministrazione presieduto da Lucia Calvosa, il gruppo energetico ha accelerato in praticamente tutte le linee di business e nel secondo trimestre (dopo aver chiuso un primo trimestre con conti record) ha registrato un Ebit adjusted (utile operativo depurato delle poste straordinarie) di gruppo di 5,84 miliardi, in crescita del 13% rispetto al trimestre precedente e più che duplicato rispetto al secondo trimestre 2021, «trainato - si legge nella nota - dal favorevole andamento dello scenario prezzi delle commodity, dai robusti margini di raffinazione e dalla costante attenzione al controllo dei costi e alla performance operativa dei business». L’annuncio della semestrale arriva il giorno dopo che un altro gruppo attivo dell’Oil and Gas, Saipem (di cui Eni è maggiore azionista con il 31,2%), ha mostrato il ritorno alla redditività, mostrando come la crisi con la Russia abbia cambiato gli scenari e i risultati del settore.
«In un contesto di incertezza e volatilità dei mercati - ha commentato il ceo Claudio Descalzi - ci siamo attivati rapidamente per garantire nuovi flussi di approvvigionamento. Dopo gli accordi sulle forniture di gas con i nostri partner in Algeria, Congo ed Egitto nella prima parte dell’anno, a giugno Eni è entrata nel progetto North Field East in Qatar, il più grande sviluppo di Gnl al mondo. In Africa orientale, abbiamo avviato la produzione di gas del progetto Coral South Flng operato da Eni, il primo a valorizzare il grande potenziale del Mozambico. In Italia, ci siamo proattivamente impegnati nella ricostituzione degli stoccaggi di gas in previsione della prossima stagione invernale e le nostre raffinerie hanno aumentato significativamente i tassi di lavorazione per garantire un adeguato flusso di prodotti petroliferi per soddisfare la richiesta di mercato.
