MILANO - La crescita dei prezzi di energia elettrica e gas fa volare i ricavi dell'Enel: il semestre si chiude con un balzo dell'85,3% a 67,258 miliardi di euro, frutto di "una variazione positiva riconducibile a tutti i settori di business, principalmente per le maggiori quantità di energia elettrica e gas vendute a prezzi medi crescenti e per le maggiori quantità di energia elettrica prodotte, oltre ai proventi realizzati dalla cessione parziale della partecipazione in Ufinet", spiega la società.

I maggiori costi a monte e la siccità si riflettono però sui margini. E così l'ebitda ordinario (margine operativo lordo) scende a 8,298 miliardi (-1,6%) "per la minore marginalità registrata nei mercati finali per i maggiori costi di approvvigionamento e in Enel green power per effetto della scarsa idraulicità che ha causato una significativa riduzione della produzione da fonte idroelettrica". L'ebitda si è attestato a 8,205 miliardi (+5,3%) e il risultato netto del gruppo è sceso del 4,8% a 1,693 miliardi.

Tra le voci del bilancio, accelerano gli investimenti nel semestre a 5,9 miliardi (+22,4%) e sale l'indebitamento finanziario netto a 62,238 miliardi (da 51,952 miliardi a fine 2021, +19,8%). L'aumento, spiega Enel, "è principalmente riconducibile agli investimenti del periodo, all'acquisizione di Erg hydro e all'effetto cambi negativo.