Mentre la morsa del caldo imperversa in una torrida estate di crisi di governo, pandemia e guerra, siamo costretti a preoccuparci anche della siccità. Vivendo su un pianeta la cui temperatura si innalza da anni in maniera progressiva, è inevitabile fare i conti prima o poi con la scarsezza d’acqua anche in aree che in passato non avevano questo problema. In pochi anni l’Italia ha registrato una netta diminuzione delle precipitazioni e, in particolare, pur continuando a piovere, le modalità sono diverse rispetto al passato: attualmente si verificano intense e violente piogge di breve durata e che apportano scarsi benefici per le falde o gli invasi.
Tra le fake news circolate in queste settimane sono finiti di nuovo nel mirino i bovini. Si accusano gli allevamenti di essere i principali responsabili della produzione di gas serra e ora anche del consumo delle risorse idriche. Ma le notizie ignorano che la rete idrica nazionale disperde il 40% dell’acqua potabile, con punte di oltre il 60% in alcune regioni (Umbria, Sardegna, Lazio e Sicilia). Per cui una prima causa è soprattutto rappresentata dalle perdite della rete di distribuzione idrica.
Rimaniamo quindi un paese ricco d’acqua ma anche di sprechi.
