Martedì 5 luglio 2022 - 16:32

Medjugorje, condannati funzionari per estorsione

Tra le vittime la comunità "Nuovi Orizzonti" e Chiara Amirante

Roma, 5 lug. (askanews) – Estorsioni e abusi di posizione. Queste le pesanti accuse nei confronti di due dipendenti del Servizio per i rapporti con gli stranieri della Bosnia Erzegovina, condannati in primo grado rispetivamente a 14 e 10 anni di carcere. Si è conclusa con questa condanna, emessa il 28 giugno scorso, il caso che ha visto come vittime dei reati, commessi nell’area di Medjugorje, la comunità “Nuovi Orizzonti” di Chiara Amirante vittima anche di una campagna diffamatoria da parte di quello che è stato definito “un gruppo criminale organizzato”.

Per quasi due anni, si è ricostruito in fase processuale, rappresentanti di associazioni religiose e umanitarie, tra cui appunto “Nuovi Orizzonti” e “Regina della Pace”, che operano nell’area del santuario di Medjugorje, hanno subito i comportamenti criminali di Boris Kordic, capo dell’Ufficio sul campo del Servizio per gli affari con gli stranieri e Josip Kvesic, ispettore dello stesso servizio, in concorso con Vlatka Puljic, direttore della compagnia Vlamon di Citluk, che dal 2012 al 2014, hanno colpito principalmente cittadini stranieri. Gli imputati sono stati giudicati colpevoli di estorcere denaro “come parte di un gruppo criminale organizzato, utilizzando le loro posizioni ufficiali e i poteri a loro conferiti dalla legge”, riferisce un comunicato del Tribunale bosniaco.