di Francesco Petrelli*

Nonostante i toni trionfalistici usati ieri dai 7 Grandi in chiusura del G7 di Elmau in Germania, le conclusioni del vertice sono davvero deludenti sotto molteplici aspetti che determineranno il futuro prossimo di milioni di persone.

Su tutti, l’assenza di un vero Piano straordinario per affrontare le cause strutturali di una crisi alimentare globale che rischia di trasformarsi in catastrofe. A parlare sono i numeri elencati nello stesso comunicato di chiusura del summit, a cui però ancora una volta non sono seguiti impegni alla portata dell’emergenza: 323 milioni di persone nel mondo sono già alla fame e quasi un miliardo (950 milioni) lo sarà entro la fine dell’anno.

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Ebbene, sono cifre che da sole dovrebbero portare ad intraprendere iniziative di portata storica, ma di fatto l’annuncio dal summit prevede un ulteriore impegno per soli 4,5 miliardi di dollari per combattere l’aumento esponenziale della fame quest’anno. Peccato che per rispondere agli appelli delle Nazioni Unite per far fronte all’emergenza i soli paesi del G7– che dovrebbero coprire il 65% degli aiuti – erano chiamati a stanziare altri 28,5 miliardi di dollari, per un totale di 33. Un ben misero risultato insomma.