R.Kelly, cantante di grandissimo successo negli Anni Novanta, ricordiamo tra i tanti titoli I believe I can fly, è stato condannato a 30 anni di prigione per aver adescato a scopo sessuale donne e bambini. La sentenza è stata resa nota in un tribunale di Brooklyn quasi un anno dopo che il cantante era stato riconosciuto colpevole di aver guidato per oltre vent'anni un'organizzazione criminale a Chicago che reclutava le donne, giovani afroamericane anche minorenni, per sottoporle ad abusi sessuali e psicologici.

Per R. Kelly, oggi 55enne, si tratta della conclusione di una parabola che lo ha visto continuare ad essere osannato da legioni di fan, anche dopo che le voci dei suoi abusi sessuali su giovani ragazze erano cominciate a circolare negli anni '90.

Il processo è durato sei settimane e decine di persone hanno testimoniato contro di lui. Sono state presentate centinaia di prove, scritte, videoregistrate e audioregistrate degli abusi a cui l'imputato, con l'aiuto dei suoi dipendenti e collaboratori, sottoponeva le sue vittime. Il cantante, il cui nome completo è Robert Sylvester Kelly, ha dovuto anche ascoltare le testimonianze di sette donne, molte delle quali in lacrime, che hanno ricordato la sofferenza e le conseguenze degli abusi a cui erano state sottoposte. Una di loro, Lizzette Marti'nez, 45 anni, ha raccontato che ancora combatte con i suoi problemi mentali; Angela ha detto R.Kelly usava la sua fama e il suo potere per «ingannare e addestrare ragazzi e ragazze minorenni per la propria gratificazione sessuale».