Per qualcuno sarà una passeggiata, un pro forma, una pura formalità, ma per qualcun altro le sei ore del tema di italiano alla maturità sono un autentico supplizio. Sono l’incubo con cui fare i conti per i prossimi trent’anni, sono una infinita seduta psicanalitica con se stessi, sono un’eterna partita a scacchi senza sapere dove diavolo ficcare quella torre. Sono forse l’ultima occasione per starsene chiusi in una stanza, in silenzio, senza cellulare a vedersela con un foglio bianco.
E bisogna uscirne vincitori, quindi ecco cinque più una regole di cui nessuno sentiva la necessità, ma quando uno è disperato si legge pure i commenti sui forum sul funzionamento dell’aspirabriciole a manovella.
Maturità 2022, la guida all’esame di Stato dopo due anni di pandemia: mascherine, distanziamento e toto tracce
Regola numero uno: leggere. Arriveranno una montagna di fogli, le tracce ormai non sono più brevi enunciati da commentare ma si articolano in una selva di spunti e stimoli. Lo so che uno vorrebbe dare una scorsa, contare fino a tre e partire ma la cosa migliore invece è perdere un po’ di tempo e leggere bene tutte le tracce, prendendosi il diritto di provarne una e poi cambiare idea, stilare due scalette e tre mappe e vedere quale sembra più promettente. Non è indecisione, è valutazione del rischio.