Esiste un luogo capace di riscrivere il mito, quello di Arianna, la figlia di Minosse abbandonata dal suo Teseo, proprio in quel di Naxos. La più grande ed identitaria delle Cicladi è il simbolo della Grecia e della cultura occidentale, terra di frutti dolcissimi, ricoperta di olivi, filari di uva e coltivazioni di agrumi dove troneggia il cedro, il citrus primordiale e bitorzoluto con il quale si produce il Kitron, il liquore tipico che chiude le danze a fine pasto e le riapre nei briosi dopocena. A Naxos la vita è un brindisi alle tradizioni, a cominciare dalla buona tavola: le taverne dei paesini lungo la costa giocano la carta del pescato del giorno sfidando con coltello e forchetta i borghi di montagna, forti nei piatti di carne e nei taglieri di eccellenti formaggi di capra, sarà che gli ovini brucano in un entroterra verdissimo e sulle pendici del Monte Zeus, il più alto dell’isola dall’aura divina.
Naxos è una continua scoperta, non basterebbe il filo d’Arianna che la salvò dal Minotauro del labirinto per orientarsi nel dedalo di possibilità che quest’isola ha da offrire, dal mare ai monti, puntellati da splendide chiese bizantine, e nel Kastro veneziano, l’antico quartiere del capoluogo Hora, un’intricata geografia urbana di viuzze dove troneggiano palazzetti nobiliari impreziositi da bifore e trifore, e le rovine del castello note come “Torre Sanoudos ”, dal nome del potente duca della Serenissima Marco Sanudo che trasformò l’isola nella sede del Ducato di Nasso. Una vacanza da vivere a tutto tondo, all’insegna del divertimento e del relax, ma anche della scoperta e dell’avventura in una terra ricca di storia, una realtà del mito e dell’allegria, ritmata dalle note del sirtaki e profumata da cedri maturi.
