Un nuovo crimine internazionale. Un “reato universale”: è quanto reclamato da un voto alla Camera dei Deputati. Visti i tempi, si potrebbe pensare a qualcosa legato ai massacri di Putin. Però no, per quelli c’è già la Corte penale internazionale. La mannaia della criminalizzazione cadrà invece su quelle donne malate o quelle coppie dello stesso sesso che cercano di crescere un figlio dall’inizio della vita, grazie alla gestazione per altri, elegantemente definita dai media italici “utero in affitto”.
In Italia il reato esiste già: fino a 2 anni di carcere e un milione di euro di multa. Col risultato che chi può si rivolge all’estero. Da qui arriva l’idea di Meloni: condanniamo anche chi va all’estero, sempre con la galera. La prospettiva esalta Matteo Salvini, coinvolge la moderata Carfagna, corrisponde alle idee di Calenda e di molti anche a sinistra, a partire da componenti del mondo femminista, in nome della battaglia contro lo sfruttamento, aggiornando così il celebre slogan l'”utero è mio e lo gestisco io”.
Utero in affitto “reato universale”, la Camera adotta il testo base di Meloni con i voti di tutto il centrodestra. Pd e M5s contrari
Alcune migliaia di donne in Italia nascono però senza utero. Si chiama sindrome Rokitansky. A volte ci sono sorelle, zie, amiche che sarebbero disposte ad effettuare la gravidanza per loro, con fecondazione artificiale. La legge Meloni non fa eccezioni neanche per loro, né ammette alcuna ipotesi di solidarietà. Tutte in galera.
