L'Asia apre incerta l'inizio settimana, appesantita dai dati macro cinesi. Alle ore 7:10 italiane il Nikkei sale dello 0,15% dopo una sessione in rosso, l'Asx 200 in Australia cede l'1,22%, l'indice Asia Dow perde lo 0,5%, Hong Kong e Shanghai sono chiuse per le festività del Labor Day. L'oro perde a sua volta l',143% a 1.884 dollari l'oncia, il petrolio Wti americano l'1% circa a 103,66 dollari il barile.
Le maggiori valute oggi si indeoboliscono sul dollaro dello 0,3%, anche in attesa che mercoledì la Fed alzi i tassi dello 0,5%, un fatto che non avveniva dal 2000. Intanto il T bond decennale vede il rendimento salire dal 2,93% di inizio sessione asiatica al 2,943%. I futures su Wall Street sono positivi per lo 0,7% in media dopo il brutto selloff di venerdì scorso (S&P 500 -3,63%, Nasdaq -4,17%).
I futures sul greggio si stanno ritirando da un recente picco a causa delle preoccupazioni per il rallentamento della crescita economica da parte del principale importatore di greggio, la Cina, che hanno superato i timori di ulteriori interruzioni dell'offerta a causa di un incombente divieto dell'Ue sul petrolio russo. I dati pubblicati nel fine settimana hanno mostrato che la produzione in Cina si è contratta per il secondo mese al livello più basso da febbraio 2020 a causa dei lockdown. In aggiunta al sentiment ribassista, la National Oil Corp libica ha dichiarato domenica che riprenderà temporaneamente le operazioni al terminal petrolifero di Zueitina dopo aver sospeso le operazioni a fine aprile a causa delle proteste politiche.
