Se non è un suicidio sportivo, ci assomiglia davvero tanto. L'Inter perde a Bologna il recupero della ventesima giornata di serie A e regala al Milan tre quarti di scudetto. La papera da Gialappa's di Radu, titolare all'ultimo minuto per un infortunio alla schiena di Handanovic, è una mazzata dalla quale i ragazzi di Inzaghi faranno fatica a rialzarsi. Sia chiaro, fino a quella clamorosa indecisione del portiere nerazzurro, valutato dal suo procuratore Damiani come “più forte di Onana”, i campioni d'Italia non avevano disputato la loro miglior partita. Una gara incanalata sui binari di un pareggio scialbo, figlio di un Bologna tutt'altro che arrendevole, ma poco pericoloso in avanti e di un Inter, in vantaggio dopo appena tre minuti grazie ad una prodezza di Perisic, apparsa stanca e poco precisa in fase realizzativa. Come già accaduto in altre circostanze durante questa stagione, quando i titolari non girano al meglio, l'aiuto dalla panchina rasenta la zero assoluto. La piroetta di Sanchez ormai l'ha capita anche un bambino di tre anni, il cileno si marca da solo. Dzeko è completamente avulso dalla manovra, non adatto a giocare in coppia con Lautaro. Gagliardini, D'Ambrosio (il più pericoloso, sfiora il pareggio) e Darmian si dannano l'anima, ma i piedi non sono certo di primissima qualità.