Ancora stallo in Senato sull’affaire legato a Vito Petrocelli. La Giunta per il Regolamento di Palazzo Madama infatti ha sì aperto la discussione sul caso, ma si è aggiornata a martedì prossimo alle 16 vista l’assenza dal tavolo di uno dei membri, ovvero il cinquestelle Gianluca Perilli, in missione a Strasburgo per il Consiglio d’Europa. Passerà quindi ancora qualche giorno prima di capire se e come sarà sbrogliata la matassa. Di certo sul senatore del M5s, presidente della commissione Esteri di Palazzo Madama, da settimane è sempre più forte il pressing di tutti i gruppi parlamentari, di maggioranza e opposizione, per portarlo a lasciare la poltrona dopo le sue esternazioni filo russe. E a chiedere ufficialmente a Petrocelli un passo indietro c’è anche il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, secondo cui il senatore dovrebbe «considerare le dimissioni». Da Strasburgo il titolare della Farnesina fa notare che «rispetto a questa guerra e all’attacco non provocato di Putin all’Ucraina, l’Italia, il governo ma anche il Parlamento, è stato molto chiaro nel condannare questa azione». «Poi si può discutere di quali possono essere le soluzioni per raggiungere la pace - aggiunge - ma che si utilizzi il simbolo che più rappresenta l’efferatezza di questa guerra, la Z, addirittura nell’ambito dei festeggiamenti della nostra festa della Liberazione credo che porti a una responsabilità politica molto alta. E poi in questo momento c’è un parere unanime dei gruppi parlamentari nel richiedere le dimissioni di un presidente, non bisogna aspettare i meccanismi parlamentari. C’è un tema politico».
La «resistenza» di Vito Petrocelli. Nessuno riesce a togliergli la presidenza e lui non molla
Ancora stallo in Senato sull’affaire legato a Vito Petrocelli. La Giunta per il Regolamento di Palazzo Madama infatti ha sì aperto la dis...
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