Secondo gli analisti di Ubs, è probabile che la Cina resti legata alle sue politiche restrittive per azzerare i casi di Covid-19. Solo nella giornata di oggi il governo di Pechino ha attuato un piano per testare circa 20 milioni di residenti e ha indetto la quarantena nel distretto di Chaoyang, provocando panico e corse ai supermercati tra i residenti. Oggi l'indice onshore Csi 300 è rimbalzato dell'1,4%, dopo il sell-off del 4,9% di ieri.
Gli analisti di Ubs hanno rivisto al ribasso le loro aspettative sulla crescita degli utili di due punti percentuali all'11% per le azioni Msci China per l'intero anno. Inoltre, nel mese di marzo le vendite al dettaglio sono crollate del 3,5% rispetto all'anno scorso e sono attesi ulteriori declini per aprile e inizio maggio. Nonostante i declassamenti degli utili che limitano la performance delle azioni cinesi, gli analisti di Ubs hanno confermato il rating della Cina all'interno dei loro portafogli asiatici, continuando a vedere possibilità di crescita. Secondo le loro stime, quest’anno il pil cinese crescerà del 4,2%.
Secondo gli analisti di Ubs, la valutazione di 10 volte il rapporto prezzo/utile per azione copre già la minor crescita degli utili per i prossimi 12 mesi. A meno che la quarantena non provochi ulteriori difficoltà nelle catene di approvvigionamento, non sono stati previsti cali nella valutazione corrente. Nel complesso, gli analisti di Ubs hanno ritenuto limitato l'effetto delle quarantene imposte sul settore manifatturiero: molte aziende sono riuscite a mantenere o riprendere la produzione imponendo tamponi quotidiani ai dipendenti. Per minimizzare l'impatto economico, gli analisti prevedo infine che il governo intraprenda ulteriori azioni per alleviare le difficoltà logistiche.
