Quali conseguenze per la transizione ecologica porteranno le drammatiche vicende della invasione dell’Ucraina da parte della Russia? Forse è ora di iniziare a parlarne seriamente perché, anche se non sappiamo come andrà a finire, sappiamo che, comunque, nulla tornerà come prima ad iniziare dalla situazione dell’energia, particolarmente rilevante per un paese come il nostro che dipende in gran parte dal gas e dal petrolio russo.

Tanto è vero che in pochi giorni si sono rispolverate le trivelle e le perforazioni, è tornato il carbone, ci si è rivolti ad altri paesi per gas e petrolio, e addirittura si parla di riattivare qualche centrale nucleare. Insomma, il ritorno al fossile e a tutto quello che avevamo deciso di abbandonare; peraltro – ed è il dato più preoccupante – nella indifferenza o, peggio, con la approvazione della maggioranza dei cittadini non appena hanno sentito parlare di aumento della benzina.

Certo, si tratta di evitare guai peggiori e (speriamo) solo per l’emergenza. E, per fortuna, c’è anche qualche segnale che va in direzione opposta: è appena stata approvata una legge che dovrebbe incentivare finalmente le energie rinnovabili semplificando anche l’assurdo groviglio burocratico e di interessi locali che sinora ne ha rallentato la realizzazione.