Sono risorse che rappresentano una bella iniezione di liquidità per il rilancio del sistema economico. Ma inutile farsi illusione o suonare fanfare di vittoria. Sempre di debiti si parla. Saranno probabilmente contabilizzati con una diversa indicazione nell’enorme fardello che grava sul bilancio pubblico. Sono finanziati con emissioni di Bruxelles per conto di tutti i paesi membri. Ma sono sempre fidi. E sulla base delle norme, qualunque siano quelle applicate, se qualcuno presta soldi, chi li riceve, deve ripagarli. Così non è difficile immaginare chi sarà a farlo: in maniera più o mena diretta i cittadini italiani. Certo, che la dote del Pnrr fosse composta anche da una parte di prestito era chiaro fin dalla stesura del piano. E dalle colonne de Il Tempo non mancarono critiche sulla scelta di usare il mix di fondo perduto e finanziamenti da ridare, visto il livello di indebitamento già presente nel settore pubblico. Ma allora l’idea di portare a casa qualcosa fu vincente.
L'Europa paga la prima rata del Pnrr: 21 miliardi di euro. Ma la metà sono cambiali
Arrivano i soldi veri dall’Europa. Quelli per finanziare il Piano di ripresa e resilienza che dovrebbe, per ora solo a parole, risollevare le ec...
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