La guerra in Ucraina è al 48esimo giorno. I separatisti filo-russi di Donetsk annunciano che «il porto di Mariupol è stato liberato», mentre Kiev parla di “offensiva finale” nel Donbass “già iniziata” e il cancelliere austriaco Nehammer che ieri ha visto Putin conferma: «Nell’est si prepara un attacco brutale e massiccio». Intanto, la commissaria ucraina per i diritti umani Denisova annuncia che «nelle zone occupate della città è in corso una brutale retata di civili, con l'assistenza di collaboratori locali» e sarebbero 33mila gli abitanti di Mariupol deportati in Russia e nei distretti temporaneamente occupati della regione di Donetsk. Londra teme l’uso di armi al fosforo, mentre la brigata Azov dice che un drone avrebbe scaricato «sostanze sconosciute» Mariupol. Borrell: «Le battaglie che vedremo nell'est dell'Ucraina avverrebbero anche con l'embargo al gas e al petrolio russo: ciò che fa la differenza in questo momento sono gli aiuti militari». Anche per questo, il presidente Zelensky ha definito «cruciale» questa settimana.
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00.15 – Procuratrice, oltre 5.800 crimini di guerra: “Vogliamo processare i responsabili nei nostri tribunali”
La procuratrice generale dell'Ucraina, Iryna Venediktova, ha detto che al momento sono oltre «5.800 i casi» di crimini di guerra commessi dalla Russia in Ucraina. In particolare Venediktova ha parlato del massacro a Bucha, vicino a Kiev, dove domani effettuerà un nuovo sopralluogo. «Qui stiamo ancora riesumando cadaveri dalle fosse comuni», ha detto in un'intervista alla Cnn precisando che quello che ha constatato sul campo non sono solo «crimini di guerra ma anche contro l’umanità». Quanto agli eventuali processi contro gli autori di queste atrocità, tema che si sta discutendo da giorni anche negli Stati Uniti e in Europa, la procuratrice ha dichiarato che l’Ucraina «vuole perseguire questi criminali nel Paese, in tribunale ucraini». Ma «ovviamente c’è anche il percorso della Corte penale internazionale», ha aggiunto. Al momento ci sono oltre 500 sospettati, inclusi alti ufficiali militari e alti funzionari russi.
