Il viceministro della Trasformazione digitale Mykhailo Fedorov ha deciso di utilizzare il suo profilo di Twitter per pubblicare nomi e cognomi dei soldati russi che si sono resi protagonisti dei saccheggi che hanno colpito le città ucraine negli ultimi giorni, soprattutto i palcoscenici delle stragi come quella di Bucha. Gli invasori avrebbero infatti sistematicamente depredato negozi, luoghi di interesse e abitazioni delle vittime per recuperare grandi quantità di vestiario e oggetti vari, di maggiore o minore valore, da spedire in Bielorussia, per quello che si è rivelata una vera e propria fonte di lucro abusiva. Alcuni li hanno spediti nelle proprie città di provenienza in Russia, altri ne hanno fatto un’opportunità di guadagno, rivendendo le merci anche a prezzi maggiorati, perché considerate «trofei di guerra in territorio nemico e dei quali andare orgogliosi». Per questo motivo Fedorov, sfruttando mezzi tecnologici non precisati, ha dato vita a una vera e propria gogna social e mediatica per tutti i soldati che sono risultati autori di questo sciacallaggio. In un tweet il viceministro ha scritto così: «Voglio lanciare l’hashtag #russianlooters (saccheggi russi) dopo quanto accaduto a Bucha. La nostra tecnologia è in grado di identificare soldati come Shchebenkov Vadym, che ha rubato più di 100 kg di vestiti alle famiglie ucraine e le ha inviate in Bielorussia, nella sua città natale di Chita, a 7mila km di distanza». In precedenza aveva twittato anche di come gli autori delle stragi di Bucha, Irpin e Hostomel si fossero sistematicamente organizzati per inviare migliaia di questi oggetti e capi d’abbigliamento, come si trattasse di un’attività premeditata e ben congeniata.
Gli sciacalli russi in Ucraina e il piano del vicepremier Fedorov per scovare i soldati colpevoli (anche con Twitter)
Non solo i soldati della strage di Bucha. Kiev vuole identificare tutti gli autori degli sciacallaggi che hanno rivenduto gli oggetti rubati ai civili. Il lancio dell'hashtag #russianlooters
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